Serniotti: “Sarà dura ma vogliamo viverla
nel miglior modo possibile”

La nostra chiacchierata con Roberto Serniotti, piacevole e distensiva nonostante il momento cruciale della stagione, è iniziata a ridosso della seduta di pesi del martedì. Un appuntamento fisso al quale il tecnico non vuole mancare, perché una squadra si allena anche con la presenza, con la condivisione dei momenti. Dopo aver eliminato Santa Croce in due partite, i cuneesi attendono la vincente dell’altra semifinale, che vede Bergamo e Reggio Emilia alla decisiva Gara 3: “Entrambe sono molto forti – ci racconta l’allenatore della BAM San Bernardo Cuneo -. Con Bergamo non abbiamo mai vinto e Reggio Emilia ci ha battuto in finale di Coppa Italia”.

La stagione della squadra di Serniotti è arrivata al suo culmine ma la certezza è che rispetto allo scorso anno il miglioramento c’è già stato. Nella passata stagione i cuneesi sono arrivati in semifinale di Coppa Italia e dei playoff, quest’anno in entrambi i casi è stata raggiunta la finale: “Di obiettivi ne abbiamo parlato una sola volta a inizio stagione, dicendo che sarebbe stato bello fare meglio dello scorso anno. Ho pensato che sarebbe stato difficile fare meglio invece ce l’abbiamo fatta”. Inevitabile prendere in considerazione gli obiettivi di inizio anno, altrettanto pensare che una volta arrivati all’ultimo atto, la speranza è naturalmente quella di vincere: “Cerco sempre di fare il meglio, sarei contento in caso di vittoria per tutti quelli che in questi anni si sono impegnati a mantenere la pallavolo a Cuneo. Sarebbe un grosso risultato per tutti, ma bisogna viverla nel modo giusto. Sapendo che è difficile. Il grosso risultato è stato la crescita, il movimento, le risorse”.
L’ARRIVO DI ANDRIC – Per tentare l’assalto alla Superlega, difficile e complicato ma ovviamente alla portata, la società ha puntato sull’opposto croato Andric, miglior realizzatore del campionato russo, arrivato alla fine della stagione regolare quando Wagner ha accusato problemi fisici: “È stata una scelta intelligente, ad inizio stagione avevamo un po’ di budget ma abbiamo deciso di metterlo da parte. In questi casi spiace per il gruppo, ma nel nostro caso avevamo Wagner infortunato. Quindi anche senza Andric lui non avrebbe potuto giocare”. Un regalo al coach, ai compagni ma anche a un pubblico, quello di Cuneo, che ama la pallavolo e la sua squadra: “Cuneo è sempre una città di cultura pallavolistica. Ma quando ci sono le partite che contano, arrivano dalla Liguria, da Torino”.
LA SUA STORIA – Proprio quella Torino che l’ha visto nascere e crescere pallavolisticamente, muovendo i primi passi in panchina all’età di 16 anni con il minivolley dell’Arti e Mestieri. Influenzato naturalmente, come successo ad altri grandi allenatori torinesi come Blengini e Berruto, dal professor Prandi: “Siamo tutti figli di Prandi, ho passato la vita a guardare i suoi allenamenti. L’amore della pallavolo dei torinesi dipendeva da quella squadra fantastica, la Klippan. Era più avanti di tutti, hanno inventato i playoff per evitare che vincesse i campionati a metà stagione. Ma tutte le società dipendevano dalla Fiat: la Juventus, la Klippan, la Fiat di basket femminile, la pallanuoto, la Sisport”. Torino la città natale, Cuneo quella adottiva, che l’ha abbracciato umanamente e sportivamente parlando: “Sono partito dal basso, poi ho avuto la chance di fare il secondo in Serie A ed è stata una grossa fortuna. Sono stato a Cuneo dal 1992 fino al 2000, dovevo creare una base per l’estate e con quella che è diventata mia moglie abbiamo deciso di prendere casa a Borgo San Dalmazzo. Quando c’è stata la possibilità di tornare, l’ho fatto anche in Serie B. A me piace stare qui”. 

Credit Ciribirigì studio fotografico

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